CLARA BUTTON A LONDRA: una giornata magica

Pubblicato in Italia nel 2012 dalla casa editrice Donzelli, Clara Button a Londra ha avuto certamente una parte importante nel condurmi sulla strada della didattica museale, congiungendola definitivamente alla mia passione per i libri per bambini.

L’autrice Amy de la Haye insegna Storia del costume al London College of Fashion ed è stata a lungo curatrice della sezione “Moda” del Victoria & Albert Museum di Londra.

Per l’illustratrice Emily Sutton, di cui adoro lo stile vagamente déco, le avventure di Clara Button hanno costituito l’esordio editoriale, riscuotendo uno straordinario successo.

Clara è una bambina londinese che sogna di seguire le orme della nonna Elsie, modista e creatrice di cappelli, e passa il tempo a cucire vestiti e copricapi per le sue bambole. Un giorno il fratello maggiore Ollie irrompe in soggiorno mandando tutti i bottoni di Clara per aria, e non si ferma qui: giocando con un vecchio cappello della nonna, lo strappa.

Per Clara è un oggetto molto speciale, rappresenta il legame con la nonna mai conosciuta e la passione che le accomuna; il gesto del fratello è imperdonabile.

Clara osserva il “Lampadario di vetro” di Dale Chihuly (1992)

La mamma, per consolarla, decide di portare i bambini a visitare un posto “magico”: il Victoria & Albert Museum.

“Clara pensò subito che quel museo sembrava un gran bel palazzo.

Era pieno di cose incredibili e meravigliose. C’erano statue gigantesche, gioielli luccicanti, calici d’oro e d’argento, e giusto sopra la sua testa, la scultura più stramba e sfavillante di tutte.

Sul cartellino c’era scritto ‘LAMPADARIO'”

Avventurandosi da sola nel museo Clara trova una stanza piena di cappelli di ogni tipo, vere e proprie opere d’arte in attesa di essere esposte, e fa amicizia con la Curatrice del museo e con un restauratore che con grande abilità la aiuterà ad aggiustare il vecchio cappello della nonna.

Persino Ollie, che fa di tutto per mostrarsi annoiato, non può fare a meno di rimanere conquistato dalle straordinarie esposizioni del Museo: sciabole da caccia del XVII, organi meccanici a forma di tigri, un calco della Colonna Traiana…persino una collezione di scarpe disegnate dalla stilista Vivienne Westwood!

Dedicato alla regina Vittoria e al consorte alla fine del XIX secolo, lo scopo iniziale del museo era di educare le classi lavoratrici sia in senso morale che estetico, promuovendo le eccellenze della produzione artigianale, industriale ed artistica del Regno Unito: educare alla bellezza per innescare un processo di crescita e benessere sociale.

Oggi la sua collezione è di carattere internazionale, ma sempre con un occhio di riguardo alla produzione manifatturiera britannica, ispirando e incoraggiando artisti e designer in un’ottica di continua sperimentazione.

Il libro ci racconta il museo visto dagli occhi meravigliati di una bambina: un luogo di scoperta, in cui toccare con mano e dare forma alla propria immaginazione, persino un luogo in cui “perdersi” e ritrovarsi, davanti a una tazza di cioccolata.

Appena si potrà, voglio proprio andarci.