L’amico immaginario: 4 libri “fantasmagorici”

Da piccola avevo un amico immaginario in comune con mio fratello: si chiamava Oui (si pronuncia “owi”, ma all’epoca non conoscevo la doppia vu).

Era una specie di fantasmino, dalle fattezze un po’ fumose e vaghe. O forse la sua vaghezza è data dallo sfumarsi del ricordo…ad ogni modo, ricordo con certezza che io e mio fratello conversavamo con lui, e ci faceva molto ridere.

L’amico immaginario di mia figlia Linda invece aveva un aspetto ben definito: un bimbo biondo di nome Hansel, con maglietta verde e pantaloni rossi (o il contrario?) con cui ha chiacchierato per qualche anno, guadagnandosi anche un posto d’onore in alcuni ritratti di famiglia. Purtroppo ci ha lasciati già da un po’, forse per far compagnia a qualche altro bambino, o per ritirarsi serenamente nel luogo in cui si ritrovano gli amici immaginari in pensione.

A volte mi chiedo se Hansel non sia “nato” un po’ forzatamente, dopo aver raccontato a Linda del mio buffo amico fantasmino di nome Oui e delle risate che mi facevo con mio fratello; Linda è stata figlia unica per molto tempo, forse bramava un po’ di compagnia…ad ogni modo, ricorderemo anche Hansel con affetto.

E’ interessante osservare come gli amici immaginari possono manifestarsi nella vita di un bambino, e il modo in cui esprimano la sua unicità; senza tergiversare oltre, eccovi quattro libri davvero speciali, i cui protagonisti sono i bambini (anzi, le bambine in questo caso) e i loro amici “fantastici”, provenienti da quel luogo a metà strada tra il sonno e la veglia.

LUNA E LA CAMERA BLU – Magdalena Guirao Jullien, Christine Davenier, Babalibri

Età di lettura: da 4 anni

Luna è una bimba tranquilla. Troppo tranquilla, a sentire i suoi insegnanti. Durante la ricreazione preferisce stare seduta ad osservare gli altri giocare.

Luna ama stare da sola in camera sua, e non si annoia mai.

La nonna sembra essere l’unica a non preoccuparsi per l’indole solitaria di Luna, che infatti le fa spesso visita; insieme chiacchierano, fanno merenda, cantano, si raccontano storie. E quando la nonna si appisola nella sua camera dalla carta da parati blu, Luna continua a raccontarsi le storie.

C’era una volta una bambina che, appena la nonna si addormentava, viaggiava attraverso la tappezzeria…

…dove ritrovava il suo amico Cane Rosso.

Cane Rosso altro non è che un elemento decorativo della carta da parati, ma una volta colorato con il pastello rosso di Luna, si trasforma in un compagno di giochi. Insieme si divertono e si rincorrono attraverso gli scenari fiabeschi della carta da parati, che diventa la scenografia delle avventure ideate da Luna; grazie al suo pastello diventa una maga, una piratessa, una maestra di scuola, una principessa…e Cane Rosso veglia instancabile su di lei.

Si sente la voce della nonna, che sveglia dolcemente Luna; era stato tutto un sogno? Eppure anche nel mondo reale c’è qualcosa che le ricorda il suo amico Cane Rosso…

Per tutti i bimbi un po’ solitari o un po’ annoiati, e per tutti gli adulti che si preoccupano per loro, affinché ricordino che ci sono tanti modi diversi di giocare; e che anche nel silenzio di una stanza possono accadere cose magiche.

Nel 2015 l’albo è stato insignito del Premio Orbil, un riconoscimento importante perché istituito e assegnato dall’Associazione Librerie Indipendenti Per Ragazzi.

LE AVVENTURE DI BEEKLE, L’AMICO IMMAGINARIO – Dan Santat, Nord-Sud Edizioni

Età di lettura: da 5 anni

 Esiste un’isola lontana, dove ai piedi dell’arcobaleno nascono gli amici immaginari. Vivono e giocano insieme, in attesa che un bambino vero li immagini, conducendoli a lui. E’ lì che nasce Beekle: un buffo ometto bianco, simile a un marshmallow con una coroncina in testa.

Lui aspetta, aspetta, ma non arriva mai il suo turno; teme che il suo futuro amico sia troppo impegnato per immaginarlo, tra scuola, sport e passatempi vari. Così decide di fare l’inimmaginabile: mettersi in viaggio per raggiungere il “mondo vero”, e trovare da solo il suo bambino.

Il mondo reale si rivela diverso da come Beekle se lo era immaginato: più grigio, più frettoloso…Finalmente in un parco giochi incontra dei suoi simili, intenti a giocare con i propri bambini; ma del suo non c’è traccia.

Sconsolato, si mette a scrutare l’orizzonte, aspettando, seduto sul ramo di un albero. Finché una bambina non gli chiede aiuto, per recuperare un disegno spinto dal vento sull’albero…E nel disegno, c’è proprio lui.

L’autore Dan Santat, americano di origine thailandese, ha vinto la prestigiosa Cadelcott Medal proprio grazie a Le avventure di Beekle nel 2015. Le sue illustrazioni sono un tripudio di colori, e fanno pensare a un dettagliato storyboard per un film d’animazione; chissà…io ci spero.

OMBRA – Suzy Lee, Corraini

Età di lettura: per tutti.

 Di nuovo una bambina protagonista, anzi “la” bambina col caschetto nata dal carboncino dell’artista coreana Suzy Lee. Ombra fa parte della Trilogia del limite insieme a OndaMirror, chiamata così per via del gioco che l’autrice imbastisce tra le figure e la rilegatura centrale del libro, che costituisce la chiave per la comprensione della storia: la piega diventa appunto il “limite”, il confine tra realtà e fantasia, tra il possibile e l’impossibile.

La storia inizia già nel primo risguardo, tutto nero, in cui risuona il “click!” di un interruttore. Giriamo pagina, ed ecco che si svela lo scenario: una cantina (o una soffitta?) in cui una bambina dallo sguardo furbetto si è intrufolata per giocare, anche se non c’è ombra di giocattoli. Ma di ombre ce ne sono parecchie, tutte quelle degli oggetti accatastati nella stanza: una scala, dei vecchi scarponi, una scopa, una bicicletta…

Questo silent book non si sfoglia da destra verso sinistra, ma dal basso verso l’alto; la piega centrale delimita lo spazio degli oggetti “tangibili” e quello delle ombre.

Man mano che sfogliamo le pagine, osservando la bambina che gioca, notiamo che nello spazio delle ombre qualcosa comincia ad accadere, a cambiare; l’ombra della scopa si tramuta in un grosso fiore, le mani della bambina in un uccello con le ali spiegate. La magia è evidenziata da un leggero alone giallo, che diventa sempre più vivace ed evidente man mano che il gioco della bambina “prende vita”. Infatti lo spazio delle ombre si anima di creature misteriose e affascinanti, che interagiscono con la bambina fino a “superare il limite”: la piega centrale.

Non si sa più quale sia lo spazio della realtà e quello della fantasia, la bambina stessa diventa parte del mondo da lei creato; si susseguono danze, spaventi, risate… finché non giunge il richiamo alla realtà.

La bambina lascia la stanza, spegne la luce…ma la magia è davvero finita? Vorrei raccontarlo tutto, ma va tenuto tra le mani e sfogliato, come tutti i libri di Suzy Lee, per apprezzare pienamente i contrasti, le figure vibranti, la poesia del carboncino e del colore spruzzato.

Come in Luna e la camera blu, vediamo lo sconfinato potere di una mente accesa e di uno sguardo divergente nel costruire mondi, e perché no, dare vita a nuovi amici e compagni d’avventura.

DORY FANTASMAGORICA (tutta la serie) – Abby Hanlon, Terre di Mezzo

Età di lettura: 5 anni se letto da un adulto, dagli 8 in su in autonomia

 Noi li abbiamo tutti, perché se leggi il primo della serie, poi li DEVI avere tutti.

“La fantasmagoria” è quando, come in un sogno, realtà e fantasia sono fuse insieme”, ci spiega l’autrice all’inizio del libro. La vita di Dory è proprio così: un continuo altalenarsi tra fantasia e vita reale. Anche se, come ci ricorda il buon Albus Silente, se qualcosa sta accadendo nella tua testa significa forse che non è vero?

Dory ha sei anni, ha un fratello e una sorella più grandi che non vogliono mai giocare con lei, e uno stuolo di amici (e nemici!) immaginari che la tengono parecchio impegnata: la mostriciattola Mary, amica e confidente, che ama sgraffignare biscotti e fare TUTTO quello che fa Dory; il Signor Bocconcino, una fata madrina con le fattezze di un nano da giardino; per non parlare della terribile Signora Arraffagracchi, una via di mezzo tra la Signorina Spezzindue (avete letto Matilde di Roald Dahl, vero?) e Dracula…

Dory non si fa scoraggiare dall’incapacità dei suoi fratelli e degli adulti di “vedere” il suo mondo e i suoi personaggi; anzi, con il suo entusiasmo, la sua energia e la sua incontenibile curiosità trascina tutti nel proprio gioco. La scrittura è esilarante, perché autentica; l’autrice è stata capace di adottare un vero “sguardo bambino”, senza volerlo imbrigliare in una cornice adulta e razionalizzante.

Anche Dory ha vinto il Premio Orbil (strameritato) nel 2017, ed è ormai da considerarsi un classico.

Che la fantasmagoria vi colga!