Scrittori si diventa! 4 libri per imparare a scrivere bene

La scuola ormai è finita, l’estate è alle porte, c’è aria di vacanza e voglia di sano ozio… Mi direte quindi che consigliare dei manuali e dei libri di scrittura creativa per ragazzi ADESSO, non sia esattamente il momento buono.

E invece no! Per tre ragioni:

  1. Trovo che l’estate sia un ottimo periodo per scoprire il piacere di inventare e scrivere storie; si viaggia, si esce di più, si conoscono persone nuove, quindi ci si arricchisce di stimoli e spunti che possono tramutarsi in ottime idee per una grande storia. E anche quei preziosi momenti di noia, tipici delle ore troppo calde per fare alcunché, si rivelano ricettacoli di fantasie e vagheggiamenti mentali, che col giusto strumento si trasportano sulla carta dando vita a piccoli gioielli poetici.
  2. I libri che vado a consigliare sono molto pratici, ricchi di esercizi presentati sotto forma di gioco o di sfida; la scrittura è simpatica, esaustiva ma molto chiara; hanno belle illustrazioni, il che rende la lettura ancora più piacevole.
  3. E’ un momento buono per gli insegnanti per dare un’occhiata a qualche testo utile da adottare l’anno prossimo; infatti tutti i quattro libri, oltre che per la lettura individuale, sono estremamente consigliati per svolgere laboratori di scrittura creativa in classe.

Andiamo a cominciare!

MANUALE DEL GIOVANE SCRITTORE CREATIVO – Bianca Pitzorno, Mondadori

 Eh sì, iniziamo col botto. Se i vostri ragazzi non hanno ancora letto nulla di Bianca Pitzorno, è l’occasione giusta; il manuale infatti inizia con una pagina di diario scritta da Prisca, la protagonista del romanzo “Ascolta il mio cuore” (capolavoro per bambini e bambine dai 9 anni in su).

Prisca ha 9 anni e un grande talento per la scrittura; in questa pagina di diario ci racconta di aver trovato un Manuale del giovane scrittore creativo in una bancarella di libri usati, e ne è entusiasta. Prisca diventa così la guida per gli aspiranti scrittori che si accingono a sfogliare il manuale, ricco di lezioni che spaziano dalle metafore alle rime, dalla struttura del romanzo a quella della poesia. Il tutto costellato di esercizi che assomigliano di più a dei giochi, da fare anche in gruppo.

Molto carino “Il gioco del romanzo”, con delle carte da fotocopiare per giocare a costruire una storia partendo dai personaggi (protagonista, antagonista, amico/a…) e dalle situazioni (desiderio, arrivo, ritorno a casa, incontro…)

Alla fine del libro troviamo addirittura un “Rimario”, in cui le parole sono ordinate per rima; in questo modo il poeta alle prime armi in difficoltà può trovare moltissime rime interessanti e inaspettate.

Un’ottima alternativa al solito “libro per le vacanze” di italiano, consigliato per i bambini e i ragazzi dai 10 anni in su.

SCRIVERE BENE E’ UN GIOCO DA RAGAZZI – Massimo Birattari (illustrazioni di Allegra Agliardi), Feltrinelli Kids

 L’autore ha scritto diversi libri dedicati alla scrittura e alla grammatica, sia per adulti che per ragazzi; come si legge nel risvolto di copertina,

“scrivere bene non serve solo a prendere un bel voto in italiano. Serve a pensare bene, a esprimere i sentimenti, a comunicare le cose che ci stanno a cuore, a coinvolgere gli altri, addirittura a creare interi mondi.”

Il libro è un romanzo a tutti gli effetti. I sei giovani protagonisti vengono tratti in inganno dallo scienziato Evaristo Tritacarne, inventore del più straordinario videogioco mai visto, “Scriptoria”, capace di trasformare in realtà le cose scritte. Ma solo le cose scritte “bene”! I ragazzi, intrappolati nel gioco, con l’aiuto del professore Furio Mangiafuoco dovranno superare delle prove di scrittura per passare da un livello all’altro, per poi fuggire.

 I lettori, spronati ad immedesimarsi nei personaggi grazie alla storia e all’accattivante modalità-videogioco, sono stimolati a svolgere le prove di scrittura, tra l’altro molto interessanti e divertenti. Ad esempio, il “livello 6” chiede ai giocatori di provare a guardare il mondo con gli occhi di un oggetto, immaginando la sua vita; Aurora, una dei protagonisti, deve scrivere un brano vestendo i panni di una forchetta. Come si può rendere interessante la vita di una forchetta? Usando le parole giuste, dando espressività con esempi e immagini concrete, evitando ripetizioni o termini troppo comuni…

Dopo vari tentativi Aurora riesce a superare la prova, dando letteralmente vita alla forchetta di cui doveva raccontare la storia!

Alla fine di ogni capitolo troviamo un breve e chiaro riepilogo dei suggerimenti e dei temi affrontati: la prospettiva, l’articolo di giornale, il racconto horror, consigli per raccontare l’azione…e molto altro. E alla fine, un’altra serie di esercizi per mettersi di nuovo alla prova.

Consigliatissimo agli insegnanti di scuola secondaria di primo grado e ai ragazzi dai 10-11 anni in su.

L’autore inoltre cura un interessante blog, “Grammaland” , con consigli di lettura e scrittura, delucidazioni grammaticali proposte sotto forma di quiz, e articoli sullo studio della lingua, dell’italiano e della comunicazione.

Anche questo consigliatissimo agli insegnanti!

SE SAPREI SCRIVERE BENE – Antonio Ferrara e Filippo Mittino, Coccole Books

 Quello tra Antonio Ferrara e Filippo Mittino è un sodalizio riuscitissimo: sono ben sei le pubblicazioni in cui i due autori hanno raccontato insieme il delicato periodo dell’adolescenza.

Non si limitano però a raccontare, bensì offrono strumenti e spunti di riflessione (sia ai ragazzi che agli adulti) per imparare a raccontare: il proprio vissuto, il disagio, le emozioni, i desideri inespressi. Il libro di cui parlo qui è proprio questo:

“Uno strumento per entrare nell’officina delle parole, per imparare a leggere un testo letterario e a leggere se stessi, gli altri e la realtà.”

Antonio Ferrara, scrittore e illustratore (premio Andersen 2012 per “Ero cattivo”, miglior libro per ragazzi oltre i 15 anni)  promuove attivamente scrittura, lettura e illustrazione come mezzi per fare educazione sentimentale, prevenzione del disagio. Da anni vive a Novara, dove ha lavorato come educatore in una comunità alloggio.

Illustrazioni di Antonio Ferrara

Il manuale è un percorso di scrittura per emozioni nato nel carcere di massima sicurezza di Novara, per dare voce alle storie nascoste dei detenuti; in seguito proposto e perfezionato con i detenuti di diverse case circondariali, con i medici e i pazienti del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, presso biblioteche, sedi universitarie, scuole e librerie.

L’idea alla base del libro è di proporre la scrittura per imparare a nominare e condividere le emozioni, organizzare il proprio mondo interiore immaginandosi protagonisti di un racconto: la propria storia di vita, fatta di sfide, conflitti, risoluzioni, aiutanti ed opponenti.

Il commento psicologico che nel manuale correda la lettura dei testi, a cura dello psicologo e psicoterapeuta Filippo Mittino, analizza queste dinamiche affettive che costellano la vita di bambini e preadolescenti. Inserite in una dimensione narrativa, acquisiscono un senso nuovo e offrono nuove possibilità di lettura. In poche parole, scrivere aiuta a rileggere (e riscrivere) la propria realtà, a comprendere meglio gli altri sviluppando empatia.

Il manuale offre indicazioni precise sulla conduzione del laboratorio di scrittura: numero dei partecipanti, materiali, tempi e modalità. Si presenta dunque come uno strumento utilissimo per insegnanti e educatori che desiderino mettere in piedi attività e laboratori di scrittura creativa e soprattutto di educazione sentimentale (ancora carente nelle nostre scuole) per bambini e ragazzi dai 9 anni in su.

CHE FIGURA! – Cecilia Campironi, Quodlibet/Ottimomassimo

 Concludo con un libro diverso dagli altri, perché non è un manuale: Che figura! è una galleria di personaggi un po’ strambi, che altro non sono che personificazioni delle figure retoriche.

Neologismo, Metafora, Iperbole, Eufemismo…quanti di questi “artifici” discorsivi utilizziamo quotidianamente senza farci troppo caso? Sapremmo spiegare in parole semplici la differenza tra “Ironia” e “Sarcasmo”?

L’autrice Cecilia Campironi raccoglie la sfida e trasforma anche le figure retoriche più complesse e meno conosciute in bizzarri personaggi, come le gemelle Nadia Sineddoche e Diana Metonimia; oppure Mastro Climax, capace di impilare parole sempre più grandi una sull’altra; o ancora Cavalier Tautologia, che sembra stia per dire qualcosa di sensazionale, invece spara solo ovvietà…

 Illustratrice e formatrice specializzata in comunicazione visiva, Cecilia Campironi conduce anche laboratori e attività ludiche, perché come spiega sul suo sito: “…trovo poi stimolante pensare che il mio lavoro si completi nel momento in cui l’altro può aggiungere qualcosa di suo.”

Condivido e apprezzo moltissimo questo approccio all’arte e al disegno, in cui le persone sono invitate a partecipare senza limitarsi ad osservare.

Che figura! è il suo primo libro; lo trovo utilissimo per chiarire concetti (apparentemente) complessi come le figure retoriche ai ragazzi della secondaria, alle prese con la comprensione del testo e la scrittura.

Ai prossimi consigli libreschi!